Le routine automatiche

Le ripetizioni si accumulano nel corpo sotto forma di tensioni

Come le routine influenzano la tua vita? Perchè mi ritrovo teso e con poca energia?

Come e perchè muovermi fuori da ciò che conosco?

Nel corso della vita impariamo a reagire alle difficoltà, ai dolori e alle paure, alle situazioni quotidiane, all’educazione in maniera automatica e ripetitiva. Mettiamo in atto delle  strategie di difesa che senza accorgerci, diventano  il nostro modo di essere, di muoversi, di camminare, di stare in piedi, di respirare, pensare, sentire e agire.

Le ripetizioni si accumulano nel corpo sotto forma di tensioni, di posture e pensieri fissi, di sensazioni ripetute che riducono lo spazio di movimento e di espressione secondo schemi che si ripropongono nel tempo e che si rafforzano attraverso la ripetizione. Diventano la nostra personalità, il nostro carattere, la nostra postura, il nostro modo di muoversi nel mondo  e nella vita, il nostro modo di affrontare difficoltà ed ostacoli: come ci svegliamo alla mattina o riposiamo alla sera, quello che ci piace o non ci piace mangiare, i film che guardiamo, il tipo di relazioni che instauriamo …

Riducendo di molto il nostro potenziale di base, le nostre qualità e risorse con una diminuzione della libertà, del piacere e della qualità di vita perché ci muoviamo all’interno di schemi prestabiliti, conosciuti. Spesso queste ripetizioni, esprimendosi nel nostro corpo, creano sintomi fisici ed emotivi che tendono a cronicizzarsi con il tempo creandoci disturbi e malesseri dai quali non sappiamo come liberarci.

Quanti quando si arrabbiano creano sforzi e tensioni generando per esempio una tensione nello stomaco o nelle spalle? Quante volte possiamo conoscere in anticipo come risponderemo ad una determinata provocazione o ad una difficoltà nonostante ci siamo ripromessi mille volte di affrontarle diversamente? Quante volte torniamo a casa alla sera dopo un’intensa giornata di lavoro con tensioni nella nuca e alla cervicale? Quando qualcosa ci ferisce e ci addolora per quanto tempo ci sentiamo tristi e senza energie? Come affrontiamo la paura di fallire o di non essere all’altezza? Come ci svegliamo al mattino, con quali tensioni ed emozioni ricorrenti?  Come ci sentiamo in mezzo agli altri o in situazioni nuove? Come affrontiamo una relazione amorosa? Quale è il nostro rapporto con il cibo o il movimento fisico? Quanto abbiamo bisogno di sentirci bravi, buoni, di gratificare il nostro ego attraverso le gratificazioni esterne?  …

Prendere consapevolezza del nostro modo di affrontare la vita, gli ostacoli e le difficoltà è il primo passo per recuperare un nuovo spazio di libertà. Il percorso di consapevolezza è emozionante, intrigante, “sconvolgente”, un percorso di osservazione senza giudizio che apre la strada ad un percorso di cambiamento, di interruzione degli automatismi per recuperare uno spazio nuovo, imprevedibile, sorprendente, nel quale possiamo acquisire e scegliere nuove modalità di risposta, nuove strategie da mettere in atto, una maggiore libertà nel corpo e  nei movimenti, un benessere che “abbraccia” il corpo, i pensieri, le emozioni e le sensazioni fisiche.

Il corpo è il nostro “veicolo” immediato, ci da sensazioni nette, precise, chiavi facile da interpretare e sulle quale generare dei cambiamenti ( anziché comprimere il petto, bloccarlo e irrigidirlo provocando tensioni diffuse nel nostro corpo generando ansia e oppressione possiamo imparare a respirare pienamente e prendere spazio,  rilassando i muscoli intercostali e il petto; piuttosto che preoccuparci continuamente possiamo imparare a generare silenzio nella nostra testa interrompendo il flusso dei pensieri, creando uno stato di calma e rilassamento nella testa; potremmo imparare a dare dei “no” chiari anziché accettare cose che non ci piacciono oppure scoprire come gioire pienamente piuttosto che vivere accontentandoci; anziché creare una resistenza interna e ripetitiva che ci toglie energia e forza possiamo imparare ad interromperla e creare uno stato di calma e rilassatezza;  invece di contrarre la pancia e soffocare le emozioni possiamo imparare a rilassare i muscoli, permettere alle emozioni “di fluire” liberamente togliendo i blocchi automatici che ostacolo la loro espressione e il loro naturale decorso … semplici e “banali” esempi per lasciare intuire i primi passi che si possono compiere per un percorso di consapevolezza e benessere che dia un respiro ampio alla nostra vita e alle nostre esperienze).